Istituto Statale di Istruzione Superiore
Andrea Gritti - Mestre

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PROTOCOLLO COMUNE DI ACCOGLIENZA[1]
PER STUDENTI DI ALTRI PAESI
territorio Mestre-Venezia - Scuole II ciclo

PREMESSA

La presenza degli alunni stranieri a scuola negli ultimi anni è aumentata in maniera costante anche nel nostro territorio, senza che ci sia ancora una modalità pianificata con la quale affrontare l'inserimento scolastico dei nuovi alunni, che presenta notevoli difficoltà.

Il presente documento intende presentare un modello di accoglienza che illustri una prassi condivisa, con la quale affrontare e facilitare l'inserimento scolastico, e che possa essere considerato punto di partenza all'interno del percorso comune che le scuole si apprestano ad affrontare, su diversi piani:

LA COMMISSI0NE ACCOGLIENZA[2]

È rappresentativa delle diverse figure scolastiche e dei diversi plessi o livelli di scuola dell'Istituto.

Composizione

Dirigente scolastico, Insegnanti (3 o 4), Personale non docente (1)

Compiti

Incontri

Se ne possono prevedere 5/6 annui, per elaborazione e stesura del protocollo e la predisposizione dei materiali previsti dal protocollo; altri ogni volta che vengono iscritti alunni stranieri.

ISCRIZIONE E PRIMA CONOSCENZA

Compiti del personale di segreteria

Iscrizione dello studente

La segreteria va dotata di una modulistica bilingue, relativa a:

La segreteria si fa inoltre carico di:

Compiti dei docenti di riferimento

1° fase: accoglienza.

In questa fase si ha il primo vero contatto dello studente con la scuola e ne va approfondita la conoscenza. Si prevedono quindi le seguenti azioni:

2° fase: accertamento delle abilità.

Questa fase può avere la durata di 4 o 5 giorni, durante i quali i docenti possono essere coadiuvati dalla presenza del mediatore.

Ha come finalità:

Metodologia di rilevamento:

PROPOSTA DI ASSEGNAZIONE ALLA CLASSE

L'inserimento scolastico dei ragazzi stranieri avviene sulla base della LEGGE N. 40 del 1998 sull'immigrazione straniera in Italia e sul D.P.R. 394 Novembre 1999.[5]

Tale normativa sancisce che:

La commissione accoglienza, tenuto conto delle disposizioni legislative, raccolte le informazioni dalla segreteria e dal colloquio con i genitori, valutate le abilità e le competenze dell'alunno propone l'assegnazione alla classe, evitando che si costituiscano classi con un'eccessiva concentrazione di stranieri.

INSERIMENTO IN CLASSE

Modello di inserimento [6]

Le indicazioni contenute nella normativa italiana che si richiamano a principi e linee contenuti in direttive e leggi sovranazionali e europee tracciano un modello educativo che possiamo definire integrativo, interculturale, attento alla tutela e valorizzazione delle lingue e culture d'origine.

Percorsi specifici di acquisizione dell'italiano devono essere realizzati al fine di facilitare nel modo più rapido ed efficace l'accesso agli apprendimenti comuni. Si sperimentano materiali, proposte didattiche e modelli organizzativi per sviluppare la nuova lingua, sia per comunicare a scuola e fuori dalla scuola, con i pari e con gli adulti; sia per studiare e apprendere le diverse discipline. L'accoglienza e l'integrazione sono inoltre compito di tutti i docenti, i quali devono prestare attenzione anche al clima relazionale della classe, alle interazioni e agli scambi tra ragazzi e tra scuola e famiglia. Il rifiuto della separazione non significa quindi ignorare le diversità e le identità presenti nella scuola, né condurre azioni tese all'assimilazione e al rifiuto delle origini.

La Commissione Accoglienza, insieme agli insegnanti di classe, individuerà, sulla base delle risorse interne ed esterne disponibili, percorsi di facilitazione da attivare a livello didattico e relazionale.

Finalità

Percorso di facilitazione didattica

Percorso di facilitazione relazionale (socializzazione):

Chi dice interculturale[7], dice necessariamente interazione, scambio, apertura, reciprocità, solidarietà obiettiva. Dice anche riconoscimento dei valori, dei modi di vita, delle rappresentazioni simboliche alle quali si riferiscono gli esseri umani, individui e società, nelle loro relazioni con l'altro e nella loro comprensione del mondo..." (Unesco 1980).

L'educazione interculturale deve essere ricondotta alla sua complessità e non deve essere circoscritta all'ambito dell'immigrazione, come educazione compensativa del diverso, come facilitazione all'inserimento degli alunni immigrati, o conoscenza e valorizzazione delle culture d'origine.

L'educazione interculturale si propone di promuovere un'autentica comunicazione interculturale, sviluppando l'attitudine all'incontro, al dialogo, al confronto, alla negoziazione e agendo, sia sul piano cognitivo, delle informazioni e delle competenze, sia sul piano affettivo e relazionale, degli atteggiamenti e delle rappresentazioni.

L'educazione interculturale, quindi non è una disciplina aggiuntiva, ma un approccio per rivedere i curricoli formativi; gli stili comunicativi con un maggior ruolo delle nuove tecnologie didattiche, la gestione educativa delle differenze e dei bisogni di apprendimento.

LA BIBLIOTECA MULTICULTURALE

La commissione promuove la costituzione di una biblioteca multiculturale Nelle biblioteche di zona e nelle biblioteche scolastiche trovano spazio spesso testi che hanno a che fare con l'educazione interculturale. Come si costruisce uno scaffale multiculturale che sostenga i percorsi d'accoglienza, integrazione, reciproca conoscenza?
V. Ongini individua dieci ingredienti:

NOTE

[1]
PROTOCOLLO D'ACCOGLIENZA: è un documento che viene discusso e deliberato dal collegio docenti. Contiene criteri, principi, indicazioni riguardanti l'iscrizione e l'inserimento degli alunni immigrati; definisce compiti e ruoli degli operatori scolastici; delinea le diverse fasi dell'accoglienza e delle attività di facilitazione per l'apprendimento della lingua italiana.
Il protocollo costituisce uno strumento di lavoro aperto, che viene integrato e rivisto sulla base delle esperienze realizzate e dei risultati. La sua adozione consente di attuare in modo operativo le indicazioni contenute nell'art. 45 del DPR 31/8/99 n° 394 ("Iscrizione scolastica") che attribuisce al collegio docenti numerosi compiti deliberativi. Si propone di: definire pratiche condivise all'interno della scuola in tema di accoglienza di alunni stranieri; facilitare l'ingresso di ragazzi di altra nazionalità nel sistema scolastico e sociale; sostenere gli alunni neoarrivati nella fase di adattamento al nuovo contesto; favorire un clima d'accoglienza e di attenzione alle relazioni che prevenga e rimuova eventuali ostacoli alla piena integrazione; costruire un contesto favorevole all'incontro con le altre culture e con la storia di ogni ragazzo; promuovere la comunicazione e la collaborazione fra scuola e territorio sui temi dell'accoglienza e dell'educazione interculturale.

[2]
COMMISSIONE ACCOGLIENZA: il DPR 31/8/99 n° 394 all'art. 45 "Iscrizione scolastica" attribuisce al collegio dei docenti numerosi compiti deliberativi e di proposta in merito all'inserimento nelle classi degli alunni stranieri. Per sostenere questi compiti è utile che nella scuola si organizzi un gruppo di lavoro o una commissione "accoglienza", che: è composta dal dirigente scolastico e da alcuni docenti con esperienza di inserimento di alunni immigrati; esprime indicazioni che hanno carattere consultivo, gestionale e progettuale; si riunisce nei casi di inserimento di alunni neoarrivati, per progettare azioni di accoglienza, valutare il progetto esistente, operare un raccordo tra la scuola e il territorio; segnala l'impegno dell'istituto in questo campo ed evidenzia l'assunzione collegiale di responsabilità.

[3]
Nell'ambito dell'accoglienza, nella persona dei suoi componenti: effettua un colloquio con la famiglia durante il quale raccoglie informazioni su: situazione familiare, storia personale, storia scolastica, situazione linguistica del ragazzo; effettua un colloquio con il ragazzo per valutare abilità, competenze, bisogni specifici di apprendimento ed interessi; propone l'assegnazione alla classe; fornisce le informazioni raccolte ai docenti che accoglieranno il ragazzo in classe; individua con il team dei docenti percorsi di facilitazione e pianifica un percorso di inserimento; prevede un monitoraggio costante dell'inserimento; funge da tramite tra la scuola e la famiglia.

[4]
Si fa ricorso al mediatore linguistico-culturale, in quanto dà aiuto alla famiglia e al ragazzo immigrato. Tra i suoi compiti: seguire l'onsegnante che ha problemi di comunicazione, dare informazioni allo studente e sui midelli educativi dei vari paesi, collaborare con l'insegnante in classe, su progetti, ecc.; intervenire sugli studenti italiani.

[5]
NORMATIVA SULL'INSERIMENTO: Il DPR n° 394 del 31/8/1999 (art. 45 "Iscrizione scolastica") delinea il percorso di inserimento degli alunni stranieri nella scuola italiana individuandone i criteri fondamentali e le linee/guida presentati di seguito. Diritto all'istruzione. I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all'istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. Essi sono soggetti all'obbligo scolastico secondo le disposizioni vigenti in materia. I minori stranieri privi di documentazione, ovvero in possesso di documentazione irregolare o incompleta, sono iscritti con riserva. L'iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento dei titoli conclusivi dei corsi di studio delle scuole di ogni ordine e grado. Determinazione della classe. I minori stranieri soggetti all'obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente all'età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi l'iscrizione ad una classe diversa tenendo conto: dell'ordinamento degli studi del paese di provenienza; dell'accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione; del corso di studi eventualmente seguito dall'alunno nel paese di provenienza; del titolo di studio eventualmente posseduto. Disseminazione nelle classi. Il collegio dei docenti formula proposte per la ripartizione degli alunni stranieri nelle classi, evitando comunque la costituzione di classi in cui risulti predominante la presenza di alunni stranieri.

[6]
NORMATIVA SULL'INSERIMENTO: Il DPR n° 394 del 31/8/1999 (art. 45 "Iscrizione scolastica") delinea il percorso di inserimento degli alunni stranieri anche per quanto riguarda i programmi. Adattamento dei programmi. Il collegio dei docenti definisce, in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri, il necessario adattamento dei programmi di insegnamento. Allo scopo possono essere adottati specifici interventi individualizzati o per gruppi di alunni, per facilitare l'apprendimento della lingua italiana, utilizzando, ove possibile, le risorse professionali delle scuole. Insegnamento dell'italiano seconda lingua. Il consolidamento della conoscenza e della pratica della lingua italiana può essere realizzato mediante l'attivazione di corsi intensivi di italiano L2 sulla base di specifici progetti, anche nell'ambito delle attività aggiuntive per l'arricchimento dell'offerta formativa. Relazione con le famiglie. Il collegio dei docenti formula proposte in ordine ai criteri e alle modalità per la comunicazione tra la scuola e le famiglie degli alunni stranieri. Ove necessario, anche attraverso intese con l'ente locale, l'istituzione scolastica si avvale dell'opera di mediatori culturali qualificati. Lingua e cultura d'origine. Il consiglio di circolo o d'istituto promuovono intese con le associazioni straniere, le rappresentanze diplomatiche e consolari dei paesi di provenienza, le associazioni di volontariato allo scopo di stipulare convenzioni e accordi per attivare iniziative di educazione interculturale e azioni a tutela della cultura e della lingua d'origine. Educazione interculturale. Le istituzioni scolastiche organizzano iniziative di educazione interculturale. Il Ministero della Pubblica Istruzione, nell'emanazione della direttiva sulla formazione per l'aggiornamento in servizio del personale ispettivo, direttivo e docente, detta disposizioni per attivare i progetti nazionali e locali sul tema dell'educazione interculturale. Dette iniziative tengono conto delle specifiche realtà nelle quali vivono le istituzioni scolastiche e le comunità di stranieri al fine di favorire la loro migliore integrazione nella comunità locale.

[7]

Curricolo interculturale.
Trattare il curricolo scolastico in senso interculturale significa agire su più piani: analizzare il curricolo esistente per cogliere impostazioni e messaggi etnocentrici e svalorizzanti nei confronti della differenza e degli altri; porre attenzione alle componenti "nascoste" del curricolo (organizzazione, comunicazione in classe, metodologia, sistema di valutazione); sperimentare percorsi curricolari con approccio interculturale. Alcune scuole e gruppi di insegnanti, in maniera sperimentale, sono impegnati in tale direzione. Nella pratica essi ravvisano nell'educazione interculturale il contenitore globale delle diverse discipline e in particolare delle cosiddette nuove educazioni, lo "sfondo integratore" all'interno del quale collocare i diversi contenuti, pur nelle loro distinte valenze.
Didattica interculturale.
I documenti ufficiali più recenti indicano, nell'educazione interculturale lo "sfondo integratore" per il piano di offerta formativa delle singole scuole e cercano in vari modi di supportare la diffusione di materiali e progetti. Entrando nel merito delle strategie operative, necessarie per passare dalle idee alla pratica e alla didattica, vengono delineati quattro possibili percorsi e obiettivi: attenzione alla relazione, attraverso l'attivazione nella scuola di un clima di apertura e di dialogo; attenzione ai saperi, attraverso la revisione o l'integrazione dei curricoli; attenzione all'interazione e allo scambio attraverso lo svolgimento di interventi integrativi delle attività curricolari, anche con il contributo di Enti e di Istituzioni varie; attenzione all'integrazione attraverso l'adozione di strategie mirate, in presenza di alunni stranieri.

Pagina a cura di Aurora Grosso
Ultima modifica: giovedì 23 marzo 2010
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