La presenza degli alunni stranieri a scuola negli ultimi anni è aumentata in maniera costante anche nel nostro territorio, senza che ci sia ancora una modalità pianificata con la quale affrontare l'inserimento scolastico dei nuovi alunni, che presenta notevoli difficoltà.
Il presente documento intende presentare un modello di accoglienza che illustri una prassi condivisa, con la quale affrontare e facilitare l'inserimento scolastico, e che possa essere considerato punto di partenza all'interno del percorso comune che le scuole si apprestano ad affrontare, su diversi piani:
Dirigente scolastico, Insegnanti (3 o 4), Personale non docente (1)
Se ne possono prevedere 5/6 annui, per elaborazione e stesura del protocollo e la predisposizione dei materiali previsti dal protocollo; altri ogni volta che vengono iscritti alunni stranieri.
La segreteria va dotata di una modulistica bilingue, relativa a:
In questa fase si ha il primo vero contatto dello studente con la scuola e ne va approfondita la conoscenza. Si prevedono quindi le seguenti azioni:
Questa fase può avere la durata di 4 o 5 giorni, durante i quali i docenti possono essere coadiuvati dalla presenza del mediatore.
Ha come finalità:
Metodologia di rilevamento:
L'inserimento scolastico dei ragazzi stranieri avviene sulla base della LEGGE N. 40 del 1998 sull'immigrazione straniera in Italia e sul D.P.R. 394 Novembre 1999.[5]
Tale normativa sancisce che:
La commissione accoglienza, tenuto conto delle disposizioni legislative, raccolte le informazioni dalla segreteria e dal colloquio con i genitori, valutate le abilità e le competenze dell'alunno propone l'assegnazione alla classe, evitando che si costituiscano classi con un'eccessiva concentrazione di stranieri.
Le indicazioni contenute nella normativa italiana che si richiamano a principi e linee contenuti in direttive e leggi sovranazionali e europee tracciano un modello educativo che possiamo definire integrativo, interculturale, attento alla tutela e valorizzazione delle lingue e culture d'origine.
Percorsi specifici di acquisizione dell'italiano devono essere realizzati al fine di facilitare nel modo più rapido ed efficace l'accesso agli apprendimenti comuni. Si sperimentano materiali, proposte didattiche e modelli organizzativi per sviluppare la nuova lingua, sia per comunicare a scuola e fuori dalla scuola, con i pari e con gli adulti; sia per studiare e apprendere le diverse discipline. L'accoglienza e l'integrazione sono inoltre compito di tutti i docenti, i quali devono prestare attenzione anche al clima relazionale della classe, alle interazioni e agli scambi tra ragazzi e tra scuola e famiglia. Il rifiuto della separazione non significa quindi ignorare le diversità e le identità presenti nella scuola, né condurre azioni tese all'assimilazione e al rifiuto delle origini.
La Commissione Accoglienza, insieme agli insegnanti di classe, individuerà, sulla base delle risorse interne ed esterne disponibili, percorsi di facilitazione da attivare a livello didattico e relazionale.
Chi dice interculturale[7], dice necessariamente interazione, scambio, apertura, reciprocità, solidarietà obiettiva. Dice anche riconoscimento dei valori, dei modi di vita, delle rappresentazioni simboliche alle quali si riferiscono gli esseri umani, individui e società, nelle loro relazioni con l'altro e nella loro comprensione del mondo..." (Unesco 1980).
L'educazione interculturale deve essere ricondotta alla sua complessità e non deve essere circoscritta all'ambito dell'immigrazione, come educazione compensativa del diverso, come facilitazione all'inserimento degli alunni immigrati, o conoscenza e valorizzazione delle culture d'origine.
L'educazione interculturale si propone di promuovere un'autentica comunicazione interculturale, sviluppando l'attitudine all'incontro, al dialogo, al confronto, alla negoziazione e agendo, sia sul piano cognitivo, delle informazioni e delle competenze, sia sul piano affettivo e relazionale, degli atteggiamenti e delle rappresentazioni.
L'educazione interculturale, quindi non è una disciplina aggiuntiva, ma un approccio per rivedere i curricoli formativi; gli stili comunicativi con un maggior ruolo delle nuove tecnologie didattiche, la gestione educativa delle differenze e dei bisogni di apprendimento.
La commissione promuove la costituzione di una biblioteca multiculturale Nelle biblioteche di zona e nelle biblioteche scolastiche trovano spazio spesso testi che hanno a che fare con l'educazione interculturale. Come si costruisce uno scaffale multiculturale che sostenga i percorsi d'accoglienza, integrazione, reciproca conoscenza?
V. Ongini individua dieci ingredienti:
[1]
PROTOCOLLO D'ACCOGLIENZA: è un documento che viene discusso e deliberato
dal collegio docenti. Contiene criteri, principi, indicazioni riguardanti l'iscrizione
e l'inserimento degli alunni immigrati; definisce compiti e ruoli degli operatori scolastici;
delinea le diverse fasi dell'accoglienza e delle attività di facilitazione per l'apprendimento
della lingua italiana.
Il protocollo costituisce uno strumento di lavoro aperto, che viene integrato e rivisto
sulla base delle esperienze realizzate e dei risultati. La sua adozione consente di
attuare in modo operativo le indicazioni contenute nell'art. 45 del DPR 31/8/99 n° 394
("Iscrizione scolastica") che attribuisce al collegio docenti numerosi compiti deliberativi.
Si propone di: definire pratiche condivise all'interno della scuola in tema di accoglienza
di alunni stranieri; facilitare l'ingresso di ragazzi di altra nazionalità nel sistema
scolastico e sociale; sostenere gli alunni neoarrivati nella fase di adattamento al
nuovo contesto; favorire un clima d'accoglienza e di attenzione alle relazioni che
prevenga e rimuova eventuali ostacoli alla piena integrazione; costruire un contesto
favorevole all'incontro con le altre culture e con la storia di ogni ragazzo;
promuovere la comunicazione e la collaborazione fra scuola e territorio sui temi
dell'accoglienza e dell'educazione interculturale.
[2]
COMMISSIONE ACCOGLIENZA: il DPR 31/8/99 n° 394 all'art. 45 "Iscrizione scolastica"
attribuisce al collegio dei docenti numerosi compiti deliberativi e di proposta in
merito all'inserimento nelle classi degli alunni stranieri. Per sostenere questi
compiti è utile che nella scuola si organizzi un gruppo di lavoro o una commissione
"accoglienza", che: è composta dal dirigente scolastico e da alcuni docenti con esperienza
di inserimento di alunni immigrati; esprime indicazioni che hanno carattere consultivo,
gestionale e progettuale; si riunisce nei casi di inserimento di alunni neoarrivati,
per progettare azioni di accoglienza, valutare il progetto esistente, operare un
raccordo tra la scuola e il territorio; segnala l'impegno dell'istituto in questo campo
ed evidenzia l'assunzione collegiale di responsabilità.
[3]
Nell'ambito dell'accoglienza, nella persona dei suoi componenti: effettua un
colloquio con la famiglia durante il quale raccoglie informazioni su: situazione
familiare, storia personale, storia scolastica, situazione linguistica del ragazzo;
effettua un colloquio con il ragazzo per valutare abilità, competenze, bisogni
specifici di apprendimento ed interessi; propone l'assegnazione alla classe;
fornisce le informazioni raccolte ai docenti che accoglieranno il ragazzo in classe;
individua con il team dei docenti percorsi di facilitazione e pianifica un percorso
di inserimento; prevede un monitoraggio costante dell'inserimento; funge da tramite
tra la scuola e la famiglia.
[4]
Si fa ricorso al mediatore linguistico-culturale, in quanto dà aiuto alla famiglia
e al ragazzo immigrato. Tra i suoi compiti: seguire l'onsegnante che ha problemi di
comunicazione, dare informazioni allo studente e sui midelli educativi dei vari paesi,
collaborare con l'insegnante in classe, su progetti, ecc.; intervenire sugli studenti italiani.
[5]
NORMATIVA SULL'INSERIMENTO: Il DPR n° 394 del 31/8/1999 (art. 45 "Iscrizione scolastica")
delinea il percorso di inserimento degli alunni stranieri nella scuola italiana individuandone
i criteri fondamentali e le linee/guida presentati di seguito. Diritto all'istruzione.
I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all'istruzione
indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al soggiorno, nelle forme e
nei modi previsti per i cittadini italiani. Essi sono soggetti all'obbligo scolastico
secondo le disposizioni vigenti in materia. I minori stranieri privi di documentazione,
ovvero in possesso di documentazione irregolare o incompleta, sono iscritti con riserva.
L'iscrizione con riserva non pregiudica il conseguimento dei titoli conclusivi dei corsi
di studio delle scuole di ogni ordine e grado. Determinazione della classe.
I minori stranieri soggetti all'obbligo scolastico vengono iscritti alla classe
corrispondente all'età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi
l'iscrizione ad una classe diversa tenendo conto: dell'ordinamento degli studi del paese di
provenienza; dell'accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione;
del corso di studi eventualmente seguito dall'alunno nel paese di provenienza;
del titolo di studio eventualmente posseduto. Disseminazione nelle classi.
Il collegio dei docenti formula proposte per la ripartizione degli alunni stranieri
nelle classi, evitando comunque la costituzione di classi in cui risulti predominante
la presenza di alunni stranieri.
[6]
NORMATIVA SULL'INSERIMENTO: Il DPR n° 394 del 31/8/1999 (art. 45 "Iscrizione scolastica")
delinea il percorso di inserimento degli alunni stranieri anche per quanto riguarda i programmi.
Adattamento dei programmi. Il collegio dei docenti definisce, in relazione al livello di competenza
dei singoli alunni stranieri, il necessario adattamento dei programmi di insegnamento.
Allo scopo possono essere adottati specifici interventi individualizzati o per gruppi
di alunni, per facilitare l'apprendimento della lingua italiana, utilizzando, ove possibile,
le risorse professionali delle scuole. Insegnamento dell'italiano seconda lingua.
Il consolidamento della conoscenza e della pratica della lingua italiana può essere realizzato
mediante l'attivazione di corsi intensivi di italiano L2 sulla base di specifici progetti,
anche nell'ambito delle attività aggiuntive per l'arricchimento dell'offerta formativa.
Relazione con le famiglie. Il collegio dei docenti formula proposte in ordine ai criteri e
alle modalità per la comunicazione tra la scuola e le famiglie degli alunni stranieri.
Ove necessario, anche attraverso intese con l'ente locale, l'istituzione scolastica si avvale
dell'opera di mediatori culturali qualificati. Lingua e cultura d'origine. Il consiglio di circolo
o d'istituto promuovono intese con le associazioni straniere, le rappresentanze diplomatiche e
consolari dei paesi di provenienza, le associazioni di volontariato allo scopo di stipulare
convenzioni e accordi per attivare iniziative di educazione interculturale e azioni a tutela
della cultura e della lingua d'origine. Educazione interculturale. Le istituzioni scolastiche
organizzano iniziative di educazione interculturale. Il Ministero della Pubblica Istruzione,
nell'emanazione della direttiva sulla formazione per l'aggiornamento in servizio del personale
ispettivo, direttivo e docente, detta disposizioni per attivare i progetti nazionali e locali
sul tema dell'educazione interculturale. Dette iniziative tengono conto delle specifiche realtà
nelle quali vivono le istituzioni scolastiche e le comunità di stranieri al fine di favorire
la loro migliore integrazione nella comunità locale.