| MAUTHAUSEN
7-8 aprile 2001
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Per meglio renderci conto delle atrocità vissute dagli ebrei, in un tempo lontano ma non troppo, abbiamo partecipato al viaggio a Mauthausen. La certezza di essere impressionati era molta, ma non ci aspettavamo fosse così. Percorrendo la strada verso il campo, Bruno Fabretti ci ha fatto notare uno strano giardino: lì abbiamo visto dei teschi che affioravano dal terreno e, seppur finti, ci hanno rabbrividito. Con il pullman abbiamo raggiunto il retro del campo. Per prima cosa abbiamo visitato la cava e il "muro del pianto". Poi, per arrivare al lagre, abbiamo dovuto percorrere la "Scalinata della Morte". Quando siamo arrivati in cima a questa, avevamo il fiatone e più di una volta ci siamo dovuti fermare per prendere fiato. Se si pensa che quei poveretti se la dovevano fare più volte al giorno trasportando pesanti macigni, senza forze, magari con il gelo o senza niente per ripararsi dalla pioggia, ci si rende conto di quanto soffrivano. Abbiamo percorso poi un sentiero che ci ha ricongiunto al campo. Lungo questo, ora , si trovano numerosi monumenti provenienti da vari paesi in memoria di coloro che sono morti nel lager. Entrati nel campo il Commendator Fabretti ci ha guidato nella visita della prima baracca dove all'i9nterno c'erano dei letti. Letti piccoli e stretti dove vi dormivano più di due persone. Proseguendo la
visita, ci ha portato nei lavatoi e in un'altra baracca simile alla prima.
Uscendo dalle baracche abbiamo visitato il cimitero e di fronte a questo
abbiamo osservato il camino dei forni. Per mezzo di una scala siamo scesi
e Fabretti ci ha fatto visitare due forni crematori. Nella parete sono
appese delle foto di persone morte nel lager. Attraverso corridoi siamo
arrivati alla camera a gas. Fabretti ha fatto entrare tutto il gruppo
nella camera a gas e ha chiuso le porte. Con molta ironia un papà ha
detto se erano sicuri che la camera non funzionasse più e una risata ha
sciolto la tensione. |
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