MAUTHAUSEN

7-8 aprile 2001
Visita d'Istituto al campo di sterminio

 

wpe139.jpg (6543 byte)

wpe13A.jpg (6493 byte)

Per meglio renderci conto delle atrocità vissute dagli ebrei, in un tempo lontano ma non troppo, abbiamo partecipato al viaggio a Mauthausen. La certezza di essere impressionati era molta, ma non ci aspettavamo fosse così. Percorrendo la strada verso il campo, Bruno Fabretti ci ha fatto notare uno strano giardino: lì abbiamo visto dei teschi che affioravano dal terreno e, seppur finti, ci hanno rabbrividito.

Con il pullman abbiamo raggiunto il retro del campo. Per prima cosa abbiamo visitato la cava e il "muro del pianto". Poi, per arrivare al lagre, abbiamo dovuto percorrere la  "Scalinata della Morte". Quando siamo arrivati in cima a questa, avevamo il fiatone e più di una volta ci siamo dovuti fermare per prendere fiato. Se si pensa che quei poveretti se la dovevano fare più volte al giorno trasportando pesanti macigni, senza forze, magari con il gelo o senza niente per ripararsi dalla pioggia, ci si rende conto di quanto soffrivano. Abbiamo percorso poi un sentiero che ci ha ricongiunto al campo. Lungo questo, ora , si trovano numerosi monumenti provenienti da vari paesi in memoria di coloro che sono morti nel lager.

Entrati nel campo il Commendator Fabretti ci ha guidato nella visita della prima baracca dove all'i9nterno c'erano dei letti. Letti piccoli e stretti dove vi dormivano più di due persone.

Proseguendo la visita, ci ha portato nei lavatoi e in un'altra baracca simile alla prima. Uscendo dalle baracche abbiamo visitato il cimitero e di fronte a questo abbiamo osservato il camino dei forni. Per mezzo di una scala siamo scesi e Fabretti ci ha fatto visitare due forni crematori. Nella parete sono appese delle foto di persone morte nel lager. Attraverso corridoi siamo arrivati alla camera a gas. Fabretti ha fatto entrare tutto il gruppo nella camera a gas e ha chiuso le porte. Con molta ironia un papà ha detto se erano sicuri che la camera non funzionasse più e una risata ha sciolto la tensione. 
(
hanno partecipato al viaggio anche parenti o amici degli studenti del Gritti, ndr).
 A tutti si era gelato il sangue quando Fabretti ha chiuso le porte della camera a gas, poiché riflettevamo su come si potessero sentire gli ebrei entrando in quella stanza.

l'esterno del campo

primo cortile

una baracca

la camera a gas

le baracche

uno dei forni crematori

la lapide dei superstiti italiani

il camino del crematorio

le lapidi in memoria

cimitero

tavolo per le estrazioni dei denti d'oro

uscita del crematorio

una foto dei superstiti lasciata in una camerata

abiti nel museo

calzature nel museo

la scala della morte verso la cava

il camino dei forni crematori

la cava di pietre

letti nelle baracche

la camera a gas

paesaggio d'insieme con la cava e la scala della morte

In seguito abbiamo visitato il museo, ricco, purtroppo, di fotografie e immagini terribili e atroci. Questo è quello che più ci ha fatto capire la situazione degli ebrei, così crudele, così straziante, ricca di sofferenze e di delusioni nei confronti dei propri simili e soprattutto persone decedute per le idee di una persona che voleva attuare un piano diabolico sfortunatamente riuscito. A riguardo di ciò, possiamo solamente dire: "Vedere per credere".
(Alfredo, Paola, Stefano, Cristina, Elisa, Elisa, Giorgia, Elisa, allievi della classe 2G, 2000-01, autori anche di alcune foto)

abbiamo visto........quello che è stato.