GLI SCRITTORI RACCONTANO IL ‘900

Un percorso guidato alla lettura

"Ciò che rimane lo fondano i poeti" diceva il poeta tedesco Holderlin. E’ un dato ormai acquisito della cultura contemporanea che prima arriva la poesia, dopo la filosofia. Prima, anche cronologicamente e non solo concettualmente, c’è il mithos, dopo viene il logos. In altre parole l’arte scopre, intuisce, crea, dà parola a ciò che, fino a quel momento, non aveva parola e quindi esistenza. La filosofia, la riflessione, il concetto riprendono, esplicitano, analizzano ciò che la poesia aveva già offerto.

Pertanto, gli scrittori appaiono come coloro che, più degli storici, sanno narrare gli avvenimenti, perché solo loro, grazie alla sensibilità del tutto particolare che possiedono, riescono a coglierne le tensioni profonde. Lo storico vede la superficie, il poeta vede al di là e oltre. Il suo raccontare sarà sicuramente meno circostanziato, più impreciso, maggiormente settoriale, più anarchico di quello dello storico, ma sarà straordinariamente più interessante, più avvincente e molto più intensamente saprà dare parola a ciò che l’uomo pensa, vive, soffre, spera.

Quale storico, ad esempio, riuscirà mai a rendere con la stessa efficacia il senso di vuoto, di smarrimento, di angoscia da cui è preso l’uomo europeo dopo gli sconvolgimenti della I guerra mondiale meglio che nei romanzi dello scrittore austriaco Joseph Roth ?

"La storia" scrive C. Magris "dice gli eventi, la sociologia descrive i processi, la statistica fornisce i numeri, ma è la letteratura che li fa toccare con mano là dove essi prendono corpo e sangue nell’esistenza degli uomini … Dostoevskij o Dickens – ma anche Dante e la Bibbia – sono dei cronisti dell’effimero sul quale essi proiettano una luce dell’eterno".

La letteratura è, per sua natura, allergica ad ogni sistema filosofico totalizzante, ad ogni ideologia politica che pretenda di incarnare i destini ultimi dell’umanità, ad ogni facile fiducia in un progresso che voglia eludere la finitezza del dolore e della morte, e proprio per questo è in grado di riportare al centro ciò che la Storia considera spesso marginale e non degno di attenzione, proprio quel corpo e quel sangue di cui parlava Magris, diventando così "sabotaggio di ogni progetto politico".

La letteratura di tutti i tempi è folta di personaggi, pure invenzioni dei loro autori, che sono fatti della materia di cui sono fatti i sogni, direbbe Shakespeare, e che pure hanno acquistato nel nostro immaginario una consistenza, una forza, una concretezza superiore a quella dei personaggi reali. Ulisse, un personaggio leggendario, protagonista di un testo lontanissimo da noi per lingua, epoca storica, e che vive ancora con una vivacità e una forza che destano meraviglia, è stato per secoli (ricordiamo Dante, Tennyson, Joyce), ed è ancora, il simbolo dell’uomo che affronta la più difficile delle avventure, la propria vita. E uno dei personaggi più popolari e più amati del sec. XVII non è forse Don Chisciotte, altra pura invenzione ? E quando dobbiamo definire una situazione vissuta in modo drammatico, che ha toccato in modo del tutto particolare il nostro animo, non ricorriamo forse, molto spesso, alle invenzioni dei poeti, quando, ad esempio, diciamo "è stata un’Odissea !" oppure "è una situazione kafkiana !".

E’ secondo questa logica che si propongono qui dei testi letterari (tutti posseduti dalla biblioteca di istituto) che toccano alcuni avvenimenti rilevanti della storia del ‘900. Si sono scelti testi in cui si parli esplicitamente di questi avvenimenti. Ne esistono poi altri che, anche senza farlo in modo diretto, ce ne fanno cogliere il livello profondo, il senso a prima vista non evidente. Una rassegna di questi testi potrà essere oggetto di un prossimo numero del Bollettino della biblioteca dell’Istituto "Gritti".

Il mondo cambia: la I guerra mondiale

R. BACCHELLI Il mulino del Po>
(si tratta di una trilogia di romanzi che racconta la storia di una famiglia di mugnai dall’ epoca napoleonica fino alla I guerra mondiale; l’ultimo rappresentante di questa famiglia morirà appunto nel 1918, durante la battaglia del Piave)

E. LUSSU Un anno sull’altipiano
(l’autore rievoca la sua esperienza di combattente sull’altipiano di Asiago)

E. M. REMARQUE Niente di nuovo sul fronte occidentale
(l’autore, un tedesco che ha combattuto durante la I guerra mondiale appunto sul fronte occidentale, racconta quali conseguenze la guerra ha sulla personalità dei singoli e come, in un contesto di strage, la vita del singolo individuo appaia quasi priva di valore)

K. KRAUS Gli ultimi giorni dell’umanità
(si tratta di un lungo testo dell’autore austriaco, in forma teatrale, che mette in risalto gli aspetti grotteschi della guerra, senza per questo ignorarne la drammaticità)

E. HEMINGWAY Addio alle armi
(un americano, volontario sul fronte italiano, ha una storia d’amore con una infermiera inglese, le loro storie personali si intrecciano con i più vasti e tragici avvenimenti della guerra)

R. MUSIL L’uomo senza qualità
(lungo e complesso romanzo che ha come tema il tramonto di un mondo, rappresentato dall’impero asburgico, che lo scrittore austriaco chiama ironicamente Kakania)

F. WERFEL Nel crepuscolo di un mondo
(l’atmosfera della finis Austriae)

J. ROTH La ribellione
(il dramma di un reduce della I guerra mondiale, che si trova a vivere in un mondo diverso da quello che aveva conosciuto e immaginato)

J. ROTH Hotel Savoy
(il protagonista, reduce dalla prigionia in Siberia, al posto del mondo che aveva conosciuto trova il caos dell’immediato dopoguerra)

J. ROTH La tela di ragno
(un ufficiale che ha combattuto nella I guerra mondiale mal si adatta a una vita normale nella repubblica di Weimar e tenta l’avventura del nazismo)

A. DOBLIN Berlin Alexanderplatz
(la difficile esistenza di un qualsiasi abitante della multiforme Berlino degli anni venti, che diventa quasi la metafora del caos del mondo sconvolto dalla guerra)

G. GRASS Il tamburo di latta
(la vita di Oskar, un bambino che a tre anni si rifiuta di crescere, si intreccia con la storia della Germania della prima metà del secolo)

I totalitarismi del XX secolo

G. ORWELL La fattoria degli animali
(un racconto allegorico, sotto forma di favola, della rivoluzione d’ottobre in Russia, nel quale gli animali, che si erano ribellati al potere oppressivo degli uomini, finiscono col riprodurlo in forma ancora più spietata)

V. MAJAKOVSKIJ Lenin
(poema celebrativo del protagonista dei primi anni del regime sovietico)

I. BABEL L’armata a cavallo
(le violenze e le crudeltà della guerra civile combattuta dopo la rivoluzione d’ottobre)

M. BULGAKOV Il Maestro e Margherita
(romanzo molto complesso, ricco di temi, tra i quali trova spazio anche una satira sulla società sovietica nella Mosca degli anni ’20)

B. PASTERNAK Il dottor Zivago
(il dottor Zivago, reduce della I guerra mondiale, è coinvolto negli avvenimenti della rivoluzione e della guerra civile)

A. SOLZENICYN Reparto C; Divisione Cancro
(la testimonianza di uno scrittore, premio Nobel per la letteratura, vittima del potere e del terrore stalinista)

F. UHLMANN L’amico ritrovato
(la storia di un’amicizia, nella Germania degli anni trenta, tra il ragazzo ebreo Hans e il nobile Konradin, che verrà distrutta dall’avvento al potere del nazismo e ritrovata solo molti anni più tardi in modo del tutto imprevedibile)

J. OBERSKI Anni d’infanzia; Un bambino nei lager
(la tragica esperienza di un bambino ebreo deportato insieme ai genitori in un campo di concentramento)

P. LEVI Se questo è un uomo; La tregua
(l’autore, sopravvissuto ai lager nazisti, racconta la propria terribile esperienza nel campo di Auschwitz e la successiva, avventurosa, liberazione)

C. LEVI Cristo si è fermato a Eboli
(il racconto del confino subito dall’autore, per attività antifasciste, negli anni trenta, in un piccolo paese della Lucania)

La seconda guerra mondiale

M. RIGONI STERN Il sergente nella neve;
G. BEDESCHI Centomila gavette di ghiaccio
(le sofferenze degli alpini italiani durante la campagna di Russia)

I. CALVINO Il sentiero dei nidi di ragno
(il racconto dell’esperienza della guerra e della resistenza)

B. FENOGLIO Primavera di bellezza; I ventitre giorni della città di Alba; Il partigiano Johnny

(il mondo contadino e partigiano della Langhe)

C. CASSOLA La ragazza di Bube
(le vicende di Bube, ex partigiano, in Toscana nell’immediato dopoguerra)

A. MORAVIA La ciociara
(la vita difficile della popolazione civile durante l’occupazione tedesca e l’avanzata degli Alleati)

C.PAVESE La casa in collina
(una storia individuale, il soggiorno in una casa di campagna e, sullo sfondo, il dramma della guerra)

R. VIGANO’ L’Agnese va a morire
(la storia di una donna durante la resistenza)

E.VITTORINI Uomini e no
(la guerra partigiana a Milano)

E.MORANTE La Storia
(in un arco di tempo che va dal 1941 al 1947 la difficile vita di una donna e del figlio nato durante la guerra)

J. HELLER Comma 22
(la seconda guerra mondiale vista in chiave grottesca)

J. LE CARRE’ Fine della corsa; La casa Russia; La spia perfetta; La spia che venne dal freddo
(romanzi di spionaggio che hanno come contesto la situazione di forte tensione tra i due blocchi negli anni successivi alla II guerra mondiale)

Testo di Germano Basaldella

SOMMARIO


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