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Cenni preliminari
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Dal momento della diaspora, vale a dire la dispersione seguita alla
distruzione di Gerusalemme ad opera dei Romani nel 70 d.C., fino al 1948, quando fu
fondato lo stato di Israele, non è esistita una nazione del popolo ebraico, ma una
moltitudine di comunità, disperse in almeno quattro continenti, a volte molto distanti
tra loro e spesso immerse in un ambiente ostile. Di conseguenza non esiste neppure uno
stile nazionale unitario per la musica di quel popolo. Si possono
evidenziare due conseguenze di ciò: · gli ebrei hanno
sempre assorbito ampiamente le tradizioni musicali dei paesi ospiti, come è
accaduto in Spagna, dove nel tardo medioevo gli ebrei elaborarono il genere del romance ebreo-ispanico (cfr. sotto) oppure in
Germania con le melodie popolari del luogo; ·
si riscontra una
tradizione più autonoma laddove gli ebrei hanno conosciuto le maggiori privazioni
materiali e di diritti umani, dove sono stati costretti allisolamento nei ghetti. Viceversa nei periodi di maggiore
emancipazione, le comunità ebraiche hanno manifestato una forte tendenza
allintegrazione con lambiente circostante. Per questo qualche studioso ha
affermato che la maggior parte della musica folk ebraica è una musica del ghetto, ed è proprio
tra le mura dei ghetti che essa ha acquisito quella grande forza emotiva che ne
costituisce il fascino più grande. |
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Contesto geografico |
La diaspora ha significato la dispersione del popolo
ebraico in diversi continenti. Le comunità ebraiche sono riconducibili comunque a tre
principali gruppi: ·
comunità
ebraiche orientali: Yemen, Iraq, Iran,
Kurdistan, India, Etiopia; ·
comunità sefardite: Spagna, Marocco, Tunisia, Egitto,
Turchia, Grecia, Balcani, Italia. In tempi più recenti anche altri paesi europei
occidentali e USA ; ·
comunità ashkenazite: Germania ed Europa orientale
(Polonia, Ungheria, Russia, Ucraina, ecc.). |
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La musica sefardita |
In Spagna (Sepharad
in ebraico) esistono comunità ebraiche da epoche remote. Durante il medioevo gli ebrei
iberici convissero con cristiani e arabi musulmani, e si sa che musicisti ebrei
collaborarono alla realizzazione di importanti progetti musicali, come le Cantigas de Santa María del re Alfonso X di
Castiglia (1252-1284). Dal 1492 gli ebrei furono però brutalmente espulsi dalla penisola
iberica e si trasferirono in altri paesi europei e, soprattutto, nel Nordafrica e nel
Mediterraneo orientale. La loro musica è fatta di una base di origine ispanica (il genere
narrativo del romance, per es., che sopravvive
ancora nelle comunità del Mediterraneo orientale) e di elementi diversi, arabo-andalusi,
turchi, balcanici, ecc.. Caratteristica unificante è laver mantenuto luso del
judezmo, vale a dire una varietà dello spagnolo
come propria lingua. Importante il ruolo ricoperto dal canto femminile, accompagnato dal
tamburello. Gli strumenti musicali sono quelli delle tradizioni locali, araba, ecc.. |
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La musica yiddish o
klezmer |
Viene detta Yiddish
la varietà di tedesco parlato dagli ebrei dellEuropa centro-orientale. Esistono
infatti una cultura ebraico-tedesca ed una più orientale. In questa ultima
soprattutto è nata una musica che contiene elementi del folclore tedesco e poi polacco,
ungherese, rumeno, ecc., ai quali si uniscono antiche formule di canto e preghiera
ebraiche, una base tonale che mescola modi antichi ebraici, modi medievali europei, modi
arabi, acquistando un sapore del tutto particolare. E
detta klezmer (lett. suonatore
ambulante) dal nome dato ai musicisti popolari, una musica per piccole bande,
dedicata soprattutto alle danze e alle feste, ma anche con momenti più rituali
(matrimoni, ecc), che ispirò la produzione di operette musicali teatrali e che
ebbe il suo momento doro nel periodo che precedette la seconda guerra mondiale. Molti musicisti
furono vittime della Shoa e molti altri si
trasferirono altrove, ad es. negli USA, dove influenzarono considerevolmente i generi
musicali popolari, nellepoca di auge del musical.
Daltro canto già in precedenza musicisti ebrei avevano lavorato negli USA, fra
tutti G.I. Gershwin. La strumentazione classica dei klezmorim
è dunque quella della piccola banda: piano, ottoni, legni, il violino, qualche
percussione o batteria. I ritmi vanno dai tradizionali valzer, polche e marce, ad altri
più peculiari, come freilachs e niggunim. |
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Ascolto |
Esiste una ampia
discografia reperibile per quanto concerne la musica yiddish o Klezmer. Propongo alcuni interpreti di rilievo: The Klezmatics (gruppo statunitense, con forti
coloriture jazzistiche); The Klezmorim
(altro gruppo USA); il clarinettista argentino-israeliano Giora Feidman, oppure il
pianista e compositore polacco Leopold Kozlowski, uno degli ultimi veri
klezmer dellEuropa orientale. In Italia, accanto ad alcuni musicisti, spicca il
lavoro dellattore e cantante Moni Ovadia, di cui sono reperibili CD, videocassette e
libri. Da alcuni anni operano in Italia
numerosi gruppi locali. Tra questi si segnala Klezroym, prevalentemente dedito al
klezmer, ma con incursioni nellarea sefardita e con proposte originali. Seppure meno
rappresentata, è reperibile anche musica della tradizione sefardita, spesso inclusa nei
repertori di musica antica non solo ebraica (ad es. dellensemble Hesperion XX diretto da Jordi Savall). Pregevole il
CD Sepharad dellEnsemble Sarband. Incursioni nellambito
sefardita anche da parte di Moni Ovadia, Klezroym, e altri. Esistono infine i
tre volumetti dei Canti della diaspora pubblicati
da Giuntina, corredati di musicassette in cui la compilatrice e pregevole interprete
Liliana Treves Alcalay ha raccolto e inciso per voce e chitarra numerose canzoni sia
delluna sia dellaltra tradizione. Da segnalare tra i
molti dedicati a temi musicali ebraici, il sito Zemerl (http://www.princeton.edu/zemerl) che offre un
ricchissimo data base di canzoni ebraiche (testi, traduzioni, clips musicali, ecc.). |
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Bibliografia
utilizzata |
Shlomo
Hofman, voce Jewish music, in The New Grove Dictionary of Music and Musicians (S.Sadie
ed.) London, Macmillan 1980. |
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