Standard minimi di Istituto
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Gli standard di istituto sono gli obiettivi formativi, culturali, professionali che l'Istituto Gritti garantisce a tutti i propri studenti. Il diploma o il passaggio ad un ciclo superiore sono possibli solo se lo studente ha raggiunto almeno gli standard adottati.
Il raggiungimento degli standard sarà certificato dalla scuola e potrà essere fatto valere presso altre istituzioni formative.
Gli standard minimi sono adottati per garantire gli utenti della scuola (studenti e genitori, ma anche il contesto sociale e lavorativo) che al titolo di studio raggiunto corrispondono almeno le capacità esplicitamente indicate.
L'adozione degli standard non pregiudica in nessun modo obiettivi più elevati o più specialistici o più complessi che si rendessero possibili in certe circostanze più favorevoli: buon livello di classe, opportunità particolari (stage, progetti, eventi, ecc.), o nelle iniziative di valorizzazione delle eccellenze.
No. Il programma è un elenco di contenuti disciplinari. E' stabilito centralmente da una legge ed è vincolante per tutti gli insegnanti di tutte le scuole italiane.
Gli standard indicano anche conoscenze disciplinari, ma in funzione delle capacità, abilità, competenze (comprese quelle mentali, intellettuali, operative e creative) che appartengono al ragazzo come soggetto dell'apprendimento.
Ciò permette anche di assumere come obiettivi formativi le conoscenze e le capacità trasversali alle varie discipline (le capacità logiche, relazionali, procedurali, organizzative, progettuali, comunicative, ecc.).
No. Il termine "conoscenze" può riferirsi a conoscenze dichiarative (le date della storia, la formula dell'acido solforico, il significato di metafora, ecc.) o a conoscenze procedurali (i passi necessari per collegarsi a Internet, come si calcola il prezzo di un biglietto aereo, come si compila una relazione, ecc.): in ogni caso però costituiscono il patrimonio individuale, rimangono per così dire nell'intimo della persona.
Le abilità e le competenze si manifestano invece in comportamenti professionali concreti e reali, per i quali le conoscenze sono necessarie ma non sufficienti. La competenza è saper dedurre dalle conoscenze i comportamenti opportuni e saper usare gli strumenti (pratici o concettuali) necessari.
L'insieme degli standard di Istituto dovrebbe definire il profilo professionale del diplomato del nostro indirizzo di studi. Finora sono stati elaborati gli standard relativi al primo ciclo (il biennio) tenendo conto di due indicazioni: gli indirizzi generali nazionali per il biennio delle superiori, e il profilo professionale del perito turistico quale si è "depositato" nella memoria storica del nostro istituto.
Il vantaggio offerto dalla definizione degli standard di Istituto su questo piano è la possibilità di adeguarli costantemente ad una figura professionale in continua evoluzione.
Nella prima colonna è contenuta la risposta alla domanda: "Cosa conoscono e/o sanno fare gli studenti del Gritti alla fine del biennio?". Si intende con questo indicare in modo articolato e non generico il contenuto della certificazione ottenuta.
Nella colonna degli "Indicatori" c'è la risposta alla domanda: "In cosa realmente consiste la conoscenza/abilità indicata nella prima colonna?". La domanda può essere formulata anche così: "Quando potrò dire che lo studente ha raggiunto l'obiettivo indicato?"
Ecco un esempio tratto dagli standard di geografia:
Conoscenze / abilità |
Indicatori |
| Conosce e usa in modo appropriato il linguaggio geografico di base |
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Questo punto si è rivelato particolarmente delicato nella stesura degli standard. Infatti viene stabilito non già il livello di conoscenza dello studente (conosce bene, male, superficialmente, parzialmente, ecc.: questo sarà accertato dalla valutazione operata con le Verifiche), ma il livello di complessità della prova. Nella colonna dei "Livelli" si risponde alla domanda: "A cosa si applicano le conoscenze/abilità indicate nella prima colonna?".
Ecco un esempio tratto dagli standard Linguistico Comunicativi:
Alla fine del Biennio, gli studenti del Gritti:
Conoscenze e abilità |
Indicatori |
Livelli |
Verifiche |
Leggono in modo scorrevole e comprendono ciò che leggono |
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Le abilità indicate si applicano a:
Testi letterari poetici o in prosa (liv. di compl. medio basso) prevalentemente moderni e contemporanei. |
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Le verifiche indicate tendono ad accertare l'acquisizione da parte dello studente delle conoscenze/abilità indicate. Si tratta delle verifiche "sommative", che costituiscono la base della certificazione finale. Le verifiche "formative" non possono evidentemente essere "standardizzate" essendo affidate alla scelta didattica del singolo insegnante.
La certificazione richiede l'adozione di verifiche strutturate, nella misura del possibile e del conveniente; deve cioè costituire una misurazione trasparente e comparabile delle conoscenze/abilità dello studente.
"Bocciare" è un termine definitivo, appropriato ad un concorso più che ad un progetto educativo complesso.
"Promuovere" invece significa "spingere avanti". Ciò presuppone una "carriera" scolastica lineare e progressiva, che si conclude solo alla fine del corso di studi, con un riconoscimento complessivo: la licenza, il diploma, la laurea. Ogni traguardo intermedio non ha valore in sé, non rappresenta un insieme di saperi riconoscibile; ogni abilità acquisita non ottiene alcun riconoscimento legale.
L'attuale ordinamento per anni di corso e per "promozioni" mostra ormai alcuni limiti piuttosto vistosi. Viene scandito il tempo di studio e non le tappe dell'apprendimento dello studente. La promozione non attesta l'acquisizione dei contenuti del Programma, ma una valutazione complessiva, mediana (basata sulla "media" dei voti nella singola materia) e compensativa. Due ragazzi promossi alla stessa classe possono possedere un complesso di conoscenze del tutto diverso. La stessa promozione in Geografia si ottiene sia con 8 in geografia astronomica e 4 in geografia fisica, che viceversa: con due bagagli di conoscenze cioè completamente diversi.
E si può essere promossi per molti anni senza avere alcuna competenza in una o anche più materie, a patto di essere sufficiente nelle altre. Si può arrivare al diploma senza aver mai studiato una lingua del curricolo. Può succedere anche il contrario: non ottenere la promozione per una insufficienza in una materia (ricordate le bocciature per Educazione Fisica?)
Nei casi più frequenti, la bocciatura di un ragazzo si verifica quando presenta risultati insufficienti in quattro-cinque (o più) materie. In questi casi tuttavia il fatto che abbia con successo frequantato le lezioni nelle altre non viene considerato: l'anno seguente dovrà ricominciare da capo.
Lo spreco di energie, di tempo e di risorse - per lo studente, ma anche per il sistema scolastico - è evidente.
L'introduzione generalizzata della didattica modulare comporterà una spinta alla razionalizzazione di questo cruciale aspetto del sistama formativo.
Nel frattempo il sistema modulare dovrà adattarsi alla scansione temporale tradizionale. E gli anni di corso, con i relativi scrutini finali contuinueranno per qualche tempo ad esistere. Ma i margini di scelta didattica che l'autonomia apre sono molto ampi e permettono di ridurre la contraddizione entro limiti accettabili.
La situazione è molto fluida e in rapida trasformazione. Il valore legale degli attuali titoli di studio è in via di rapida sparizione. Dall'altra parte, nell'anno di prolungamento dell'obbligo, la legge già prevede l'attuazione di certificazioni con valore legale su moduli (e non sull'anno scolastico) per gli studenti che scelgono altre strade formative.
Il nuovo esame di stato inoltre ha già introdotto nel diploma rilasciato elementi di certificazione di saperi, secondo il modello europeo.
L'organizzazione in moduli della didattica ha un notevole valore di razionalizzazione dell'attività formativa, ma di per sé non garantisce in alcun modo i contenuti della formazione. Lo studente, e la società in cui è inserito, ha il diritto di sapere e di determinare cosa contiene e a quale livello si pone l'insegnamento che gli viene impartito. Gli standard indicano precisamente questo, in modo articolato ed esplicito. Sono il vero cuore dell'offerta formativa di istituto.
L'organizzazione in moduli permette di separare le conoscenze acquisite da quelle ancora in via di acquisizione, e di certificarne il possesso, ottimizzando l'uso delle risorse. I moduli permettono di organizzare l'attività didattica in modo organico, inserendo saperi trasversali, facendo emergere non solo le conoscenze ma anche le capacità e le abilità come obbiettivi didattici. Il modulo inoltre contiene in sé gli strumenti oper il recupero delle carenze: tuttavia in caso di insuccesso, lo studente ritenterà di raggiungere l'obbiettivo proposto, senza dover ripetere tutto l'anno di corso. Il diploma finale conterrà l'indicazione solo dei moduli superati con successo.
Sì. Gli standard sono la esplicitazione precisa e impegnativa degli obbiettivi formativi. Un obiettivo didattico può essere indicato ma non raggiunto; uno standard certificato è sicuramente raggiunto ed diventa un credito spendibile dallo studente anche al di fuori della scuola.
I moduli sono strumenti di organizzazione della didattica, sono in altre parole dei "contenitori" dello stesso tipo dei "trimestri" o dell'orario settimanale - benché molto più elastici e adattabili, e per questo decisamente preferibili.
Le unità didattiche infine sono articolazioni interne dei saperi disciplinari, create per una più facile scansione delle fasi di apprendimento. In alcune discipline fortemente strutturate (ad es. la matematica) il raggiungimento di un obbiettivo richiederà probabilmente un consistente numero di unità didattiche, con un forte grado di propedeuticità.
L'adozione di standard di Istituto si configura come un "contratto formativo" tra scuola e studenti - genitori - società. La responsabilità di una corretta certificazione ricade sulla scuola, cui può essere chiesto conto di certificazioni non corrispondenti alle attese. La "verifica" in altre parole sarà data dall'accoglienza che la società darà alla formazione erogata.
Il funzionamento interno della scuola - d'altro canto - in termini di efficienza ed efficacia sarà a sua volta sottoposto a monitoraggio di qualità da parte dello stato, di agenzie indipendenti o anche da parte di strutture interne alla stessa scuola.
E' vero: il governo sta elaborando un quadro dei "saperi essenziali", o meglio dei "nuclei fondanti" delle discipline, come talvolta si esprime. Per questo stanno lavorando le associazioni di materia e altri gruppi di lavoro nazionali. Ma il regolamento dell'Autonomia assegna una quota consistente (quasi un terzo del tempo scuola) alle scelte formative del singolo istituto, che ha tutto l'interesse di usarlo per aderire meglio alla propria idea di scuola e alle esigenze del territorio.
Non bisogno pensare inoltre che saperi essenziali nazionali e standard minimi di istituto siano totalmente avulsi dai contenuti e dagli obbiettivi che la scuola già attualmente si pone.
E' facile prevedere che le eventuali divergenze non potranno essere che limitate e sostanzialmente marginali.
Questo dipende dalle decisioni responsabili che assumerà il Collegio dei docenti e il Consiglio di Istituto. Essi comunque entrano a far parte dell'ordinamento che l'Istituto si dà e dell'offerta formativa sulla cui base gli alunni decidono di iscriversi. Ogni insegnante mantiene ovviamente le più ampie libertà metodologiche, di ricerca e culturali, garantite dall'orinamento generale dello stato, ma è chiamato a concorrere al raggiungimento degli obbiettivi della scuola. Il vincolo quindi non è diverso da quello che attualmente lega gli insegnanti allo svolgimento del programma ministeriale, con la differenza tuttavia che gli standard di istituto sono frutto anche della sua diretta partecipazione e della sua scelta.
L'adozione degli standard di istituto è motivata in buona parte anche dalla loro modificabilità. Che può rendersi opportuna per le possibili modifiche della figura professionale che la scuola intende formare, sia per ragioni interne di inadeguatezza o incoerenza o di orientamento scientifico o culturale.
Nei programmi ministeriali delle singole discipline difficilmente trovano posto obbiettivi quali "lo sviluppo del pensiero complesso", le "capacità relazionali", le "capacità di lavoro collettivo", le "capacità progettuali o organizzative, ecc.". Questi obbiettivi sono tuttavia in genere presenti nelle "premesse", nei "cappelli", nelle note preliminari o accompagnatorie. Difficilmente viene indicato l'insegnamento (per essere chiari: la classe di concorso) cui competono, o su quale monte ore disciplinare vengono caricati.
L'adozione della didattica modulare - con le relative possibilità di perseguire più agevolmente obiettivi interdisciplinari - dovrebbe permettere di inserire questi obiettivi in un preciso percorso, osservabile e valutabile, affidato dal consiglio di classe non ad un singolo docente, ma alla cura di tutti i docenti coinvolgibili.
Ad esempio, lo standard "Sanno identificare e localizzare informazioni e risorse da una varietà di fonti", potrà essere curato e certificato non all'interno di una specifica disciplina, ma dai docenti i cui moduli richiedano questa capacità.
a cura di Mario Tonello