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Il dramma delle deportazioni e dello
sterminio di massa è una lezione di vita che resta scolpita per sempre nella storia
dell'umanità.
Ma è convinzione condivisa di chi i
campi di concentramento li ha già visitati di persona, che per evitare il ripetersi degli
errori del passato sia necessario vedere con i propri occhi cosa siano stati i forni
crematori e le camere a gas.
Soltanto così, infatti, si possono
comprendere tanti aspetti che un pur prezioso racconto non riesce però a trasmettere con
la stessa intensità emotiva.
È partendo da questa basilare verità
che gli studenti delle scuole superiori ormai da qualche anno partecipano a viaggi di
studio in una sorta di "percorso della memoria" nei luoghi dove si sono
consumate le più atroci tragedie della seconda guerra mondiale.
Quest'anno tocca a 46 studenti, iscritti
dal secondo al quinto anno all'istituto turistico Gritti, conoscere da vicino gli orrori
dell'Olocausto.
In una visita guidata di cinque giorni -
dal 4 all'8 novembre - faranno tappa in due dei più tristemente famosi campi di
concentramento, quelli di Auschwitz e Birkenau in Polonia, dove morirono 4 milioni di
ebrei.
Il viaggio studio, di consueto
organizzato in collaborazione con l'amministrazione comunale e la sezione locale
dell'Anpi, l'associazione nazionale partigiani d'Italia, è stato presentato ieri in
Municipio dal prosindaco Gianfranco Bettin, che accompagnerà i ragazzi e gli insegnanti
nella trasferta rappresentando la città, dall'assessore provinciale all'Istruzione e alla
Cultura Andrea Ferrazzi, dal presidente dell'Anpi provinciale Spartaco Marangoni
(successore del compianto Amleto Rigamonti, che è l'ideatore dell'iniziativa) da Edoardo
Pittalis, vicedirettore de "Il Gazzettino" e membro dell'Anpi, e dal dirigente
scolastico del Gritti Orio Marzaro.
"Non basta dire, spiegare, bisogna
che i ragazzi vadano a confrontarsi con i drammi direttamente sul luogo", ha
osservato Marangoni.
"Costruire momenti di partecipazione
come l'itenerario della memoria, dove la libertà individuale diventa libertà collettiva,
con scelte responsabili, serve ad evitare gli errori del passato", ha detto Ferrazzi.
E mentre il preside ha ricordato che
"il viaggio è costitutivo dell'offerta formativa dell'istituto", Pittalis,
citando la scritta esposta sul museo di Auschwitz "Chi non conosce la storia non può
evitare di riviverla", ha ammonito che "la memoria è importante ed è un dovere
civile trasmetterla", ricordando poi che "gli ebrei sono morti non perché
fossero nemici politici del Reich ma per razzismo, che è la negazione della cultura umana
e dei principi di civiltà".
Gli studenti faranno tappa anche a
Cracovia e Bratislava, e al ritorno si prepareranno a rendere testimoninaza ai loro
coetanei in occasione della Giornata della Memoria, in programma il 27 gennaio prossimo.
Al. Spe. |