Istituto Tecnico Statale per il Turismo Andrea Gritti - Venezia Mestre

RASSEGNA STAMPA

AUSCHWITZ Il racconto degli studenti

Viaggio nell'inferno della nostra umanità

L' esperienza dei ragazzi del Gritti

[Tratto da "Il Gazzettino" di Sabato, 15 Novembre 2003]

«Siamo tornati sconvolti. Prima, dentro il pullman eravamo ancora ragazzi, spensierati come tutti i ragazzi, ridevamo, scherzavamo, ma quando siamo entrati, siamo rimasti impietriti. Come se il tempo si fosse fermato. E' stata una emozione fortissima». Così Chiara Cometto, una delle studentesse del Gritti che dal 4 all'8 di novembre è andata ad Auschwitz.

foto degli studenti partecipanti

Viaggio della memoria invece della solita gita scolastica fra pizzerie e discoteche. Ed è un viaggio che vale, hanno raccontato ieri mattina in municipio i ragazzi del Gritti, assieme ad insegnanti e preside, presidente dell'Anpi e prosindaco di Mestre.

Perché, lo dicono loro per primi, hanno visto in faccia l'inferno . Ci sono entrati.

Ha spiegato Sara Battaggia: Auschwitz è la fabbrica della morte. E non ci si rende conto finchè non si vede. I libri sì, i racconti, anche, ma bisogna vedere le tonnellate di capelli, le migliaia di scarpe per capire come si possa spogliare un uomo della sua identità, privarlo di tutto, ridurlo a niente.

L'uomo non era più uomo ad Auschwitz, non lo erano i prigionieri ha detto Chiara Cometto e non lo erano i carcerieri.

Auschwitz è la negazione dell'umanità .

E per far sì che queste tragedie non si ripetano c'è solo la memoria, il ricordo, il passaggio di testimone tra le generazioni che hanno vissuto in prima persona la tragedia della guerra e dello sterminio nazista e fascista e quelle nuove, questi diciottenni che chiamano il nostro nonno Spartaco Marangoni, il presidente dell'Anpi, che li ringrazia perché vede che con loro non è più in pericolo la memoria.

Chi va ad Auschwitz almeno una volta nella vita sarà testimone per sempre, è questo il senso di questi viaggi delle scuole mestrine nei campi di sterminio della Polonia.

Lo ha ribadito anche il prosindaco di Mestre Gianfranco Bettin che non solo ha organizzato con la scuola, la Provincia e l'Anpi questo viaggio , ma è andato con i ragazzi ad Auschwitz.

E per quanto Bettin sia d'accordo con gli studenti che non ci sono parole che possano esprimere l'enormità dell'orrore, non ci resta che la parola, ricordare, raccontare, parlare.

E' così che è stato deciso di trasformare in un libro, un diario di viaggio e di riflessione secondo Gianfranco Bettin, questo percorso degli studenti del Gritti, che dovrebbe segnare la strada anche per altri istituti, perché non so immaginare un viaggio più educativo di questo hanno detto Bettin e il preside del Gritti, Orio Marzano. «Vivere la storia di persona è diverso ha detto Francesca Frigo Speriamo serva alle nostre generazioni perché non ripetano simili orrori.