RASSEGNA STAMPA

GIORNATA DELLA MEMORIA :
Tre giorni di riflessione all'Istituto Gritti di Mestre

LA PRIMA GIORNATA, 27 gennaio2003
articolo del 28 gennaio

[Tratto da "Il Gazzettino" di Martedì, 28 Gennaio 2003]


LA GIORNATA DELLA MEMORIA Tanti incontri all'Istituto. Partigiani e storici della shoah parlano con gli studenti e gli insegnanti. Tre giorni di riflessione
I ragazzi del Gritti ricordano l'Olocausto

La giornata della memoria diventa momento d'incontro tra gli studenti del Gritti e il tema dei diritti umani. A salire in cattedra davanti ai ragazzi del triennio dell'istituto tecnico Statale per parlare anche dei perchè e delle latitanze politiche di governi e istituzioni davanti le persecuzioni l'esperto di storia dell'antisemitismo Riccardo Calimani e Baykar Sivazlyan, docente di Lingua e Letteratura armena all'Università Statale di Milano.Una giornata dedicata ad approfondimenti e riflessioni per superare il male dell'indifferenza, quella di ieri al Gritti, alla quale i ragazzi avrebbero potuto e sono stati più volte invitati a dare un contributo in più, con domande o interventi. Ma alla fine di quasi tre ore di interventi e disquisizioni tra relatori e insegnanti, s'è contata una sola studentessa che ha fatto il suo intervento. Tutti gli altri però hanno ascoltato con molta attenzione ed hanno applaudito molti interventi."Intanto è stato gettato un seme - ha commentato Calimani durante una pausa - poi ci sarà il raccolto."

Venendo al tema dell'incontro, i diritti umani, per Calimani anche oggi ci sono tante latitanze. "Sentire un politico che dice di mettere la gente nei vagoni piombati o di usarli come bersaglio per il tiro a segno si commenta da sè - ha detto - Vedere però che sia a livello politico che religioso non ci siano state dure prese di posizione è un dato di fatto."

"Definire questa giornata come giornata di commemorazione non basta, occorre una riflessione su

quanto successo così da far diventare la giornata della memoria un catalizzatore di riflessioni su questo tema e non una sterile ricorrenza." Non sono mancati poi i riferimenti al quotidiano, come sull'intricata situazione mediorientale, per la quale Calimani auspica che "su tutto prevalgano le idee dei pacifisti, di qualunque popolo siano."

Dopo Calimani e la lettura di una poesia di un'internato fatta dal sopravvissuto Dario Ronco che per la commozione non è riuscito a portare a termine la poesia, la parola è passata al docente armeno Sivaliyan. "Per quanto riguarda il genocidio degli Armeni lo stato Turco non ha mai pienamente ammesso le sue responsabilità. - ha commentato - La memoria di questa gente, di questi fatti fa parte del quotidiano e deve servire per ricordare agli altri che alcuni popoli, solo per etnia o religione, sono stati annientati."

Oggi prosegue la serie di incontri organizzati al Gritti nell'ambito del progetto "Giornata della Memoria ". Alle 10 prenderà il via l'incontro con le classi del biennio che avrà come tema le "Testimonianze di chi ha subìto le leggi razziali e di chi si è opposto". Presenti all'incontro, che sarà preceduto da documentari e film storici, Lia Finzi, Franca Trentin e Paolo Rivoltella. Domani, invece, sempre al Gritti a partire dalle 10, ci sarà l'incontro sulle "Testimonianze di esponenti della Resistenza" con le classi del triennio che vedrà la partecipazione del partigiano Lucio Rubini, di Ermes Farina dell'Associazione volontari per la libertà, di Tina Anselmi e del presidente Anpi, Amleto Rigamonti.

Andrea Ciccarelli


LA TERZA GIORNATA, 31 gennaio2003
Tina Anselmi partecipa il 31 gennaio

[Tratto da "Il Gazzettino" di Venerdì, 31 Gennaio 2003]


GIORNATA DELLA MEMORIA Tina Anselmi con Rubini, Rigamonti e Farina all'Istituto Gritti
«La libertà di oggi è una conquista»

(a.cic) Applausi, applausi e ancora applausi. Questo il contributo degli studenti del "Gritti" al dibattito organizzato dall'istituto nell'ambito della "Giornata della Memoria" e che, tra gli altri invitati, ha avuto l'onore di ospitare come relatori il presidente provinciale dell'Anpi (associazione partigiani), Amleto Rigamonti, il rappresentante dell'associazione Volontari per la Libertà Ermes Farina e gli esponenti della Resistenza Tina Anselmi e Lucio Rubini.

E proprio gli interventi della "madre della patria" Tina Anselmi - così è stata definita dal dirigente scolastico Bruno Grossi l'ex onorevole che ha commentato che in natura la maternità è sempre nota, la paternità un po' meno - ha raccolto i maggiori consensi, compreso un applauso con tanto di standing ovation coordinata dalla regia di un paio di insegnanti che, concluso l'intervento dell'Anselmi, hanno fatto vistosamente cenno d'alzarsi a tutti gli studenti.

"La libertà che oggi abbiamo non c'è stata da sempre, è una conquista. - ha detto Tina Anselmi - A scuola ci insegnavano a credere obbedire e combattere ma la democrazia ha bisogno di cittadini che

ragionino e non che obbediscano, che capiscano quali sono le leggi giuste."

Non è poi mancato il racconto ai giovani del passato di partigiana dell'Anselmi, nome in codice Gabriela. "Mi fu chiesto di fare la staffetta, di far girare gli ordini tra i partigiani sul territorio, e in una giornata mi capitava anche di fare un centinaio di chilometri correndo in bici tra una provincia e l'altra." Esaltato dalla Anselmi anche il ruolo della donna nella Resistenza. "Siamo state in tante, 35 mila, e abbiamo tutte dato il nostro contributo, a volte pagando con la vita questa scelta."

"E' stata una lunga lotta di sacrificio per la pace", ha poi sottolineato con vigore Amleto Rigamonti nel suo intervento.

Dalla sua vita partigiana la Anselmi è poi passata alla sua attività parlamentare, parlando in particolare della sua attività in seno alla commissione sulla P2. "Iscritti alla loggia c'erano uomini politici, militari, giornalisti, tutta gente importante che si incontrava in segreto. E' stato grave che non si sia agito, visto che democrazia vuol dire trasparenza."