RASSEGNA STAMPA

Professore denuncia il preside
«La bandiera della pace su un edificio pubblico è un reato»

La denuncia

[Tratto da "La Nuova Venezia" di Giovedì 13 febbraio 2003]

Un insegnante del Gritti mette in pratica una direttiva del governo che la Prefettura di Venezia non ha ancora ricevuto
Professore denuncia il preside
«La bandiera della pace su un edificio pubblico è un reato»
MESTRE Michele Bugliari

MESTRE. Dopo le polemiche politiche, la bandiera della pace esposta nelle scuole diventa un caso giudiziario. Il professor Franco Damiani dell'istituto turistico Gritti, ieri, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica contro il preside, Bruno Grossi, per aver appeso l'arcobaleno pacifista alla facciata della scuola. L'insegnante di italiano e storia - che tre anni fa è stato contestato per aver letto in classe brani di testi del revisionismo storico sull'Olocausto - ipotizza a carico del preside i reati di vilipendio della bandiera nazionale e d'abuso d'ufficio.
Grossi replica: «Non entro nel merito, un'azione del genere si qualifica da sé. Comunque, la bandiera continuerà a sventolare dalla facciata scolastica». La questione è nata dopo che la Prefettura di Belluno ha chiesto chiarimenti al Governo sulla legittimità delle bandiere pacifiste sugli edifici pubblici. Allora la presidenza del Consiglio ha detto no agli arcobaleni sulle facciate istituzionali.
La Prefettura di Venezia ancora non ha ricevuto comunicazioni, ma il professor Damiani, ieri, appena apprese le notizie dai giornali si è attivato. «Ho notato una bandiera arcobaleno, dopo aver appreso della circolare del Governo, che configura per un tale atto due reati, punibili con pene da uno a tre anni di reclusione. Così ho fatto subito una lezioncina di educazione civica ai miei allievi, facendo notare come proprio coloro che dovrebbero insegnare il rispetto della legge, la trasgrediscono».
«Gli studenti - spiega il preside del Gritti - hanno chiesto di appendere la bandiera per la pace ed è stato fatto. Del resto, alunni e docenti hanno organizzato per il 6 marzo, una giornata per la pace con relatori il magistrato Felice Casson ed il professor Pisapia. La pace è un valore costituzionale, di cui parla tutti i giorni il presidente della Repubblica Ciampi e non capisco come il simbolo pacifista possa arrecare offesa alla bandiera nazionale».
Il vessillo della pace comunque continua a sventolare anche a Ca' Loredan, sede della giunta comunale, dopo essere stato tolto da Ca' Farsetti. Il sindaco ieri era a Strasburgo e nessuno si è permesso di togliere la bandiera, nonostante le direttive ministeriali.
Alla facciata di Ca' Corner, palazzo della Provincia, invece non è stato appeso l'arcobaleno. «Non mi appassiona la polemica sulle bandiere - sostiene l'assessore provinciale alla Pubblica istruzione Ferrazzi - perché viene ridotta a beghe tra fazioni politiche una questione importante come la pace».
«Ora si passa alle denunce, sono sbigottita dall'aspetto abnorme che sta prendendo la polemica. Si parla solo del simbolo della pace e non del pericolo di una guerra imminente», sostiene Chiara De Pieri, studentessa del Franchetti, scuola al centro delle polemiche dopo che il segretario aveva deciso di esporre la bandiera a titolo personale, contravvenendo alla decisione della maggioranza degli studenti.


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