I GEOITINERARI

come programmare viaggi utilizzando la geografia

Nella terminologia turistica il viaggio è definito come l'insieme dei beni e dei servizi utilizzati dal viaggiatore; viene organizzato da un produttore (tour operator) che lo elabora e costruisce un percorso di riferimento in coerenza con la domanda del cliente. Progettare un itinerario è, dunque, un'operazione complessa perché è necessario considerare molte variabili - in particolare di tipo geografico - per poi tradurle in un prodotto organico.

A quali elementi dobbiamo fare riferimento per realizzare un itinerario di viaggio?

La potenziale clientela del viaggio. Nella maggior parte dei casi i viaggi sono au­torganizzati dai turisti. In Italia meno del 20% dei viaggiatori acquista pacchetti a catalogo (package tour) dai tour operator. È un mercato frazionato: c'è la clien­tela dei giovani, degli sportivi, degli anziani, degli uomini di affari, delle famiglie.

Il produttore del viaggio. I package tour sono generalmente viaggi prodotti da tour operator e offerti al pubblico mediante la pubblicazione dei programmi su catalogo. Le agenzie di viaggio si occupano della vendita dei viaggi.

Alle esigenze di un mercato diversificato, i tour operator rispondono con il con­tinuo rinnovamento del prodotto e con proposte sempre più personalizzate.

Gli elementi componenti del viaggio. Per elaborare un viaggio dobbiamo tenere presenti tre variabili:

a) il periodo di svolgimento. È l'arco di tempo che intercorre tra partenza e arrivo.

Va inteso sia nell'accezione di durata (week-end, settimana, mese) che di epo­ca di effettuazione (estate, inverno, alta stagione ecc.).

Gli itinerari escursionistici si completano nell'arco di una giornata.

Per quanto riguarda i pacchetti viaggio (circuiti), la durata varia da 4 a 8 giorni per le proposte per l'Italia e l'Europa, fino ad un massimo di 20-21 giorni per i viaggi più completi con destinazioni extraeuropee (Tour Au­stralia, itinerari costa a costa Usa e Canada, isole del Pacifico);

b) i servizi, cioè le prestazioni erogate al turista. Ogni viaggio comporta l'e­rogazione di una serie di servizi visibili, riconducibili ai trasporti (mezzi di trasporto e relativa prenotazione del posto: per il treno, vagone letto, cuccetta, supplemento Eurostar ecc; per l'aereo volo di linea, charter ecc.; per le navi, servizi di traghetto, prenotazione posti passeggeri e trasbor­do auto ecc.; pullman di linea o GT, autisti ecc.) alla ricettività (alloggio in struttura alberghiera o extralberghiera con trattamento di solo pernottamento - BO -, di pernottamento e prima colazio­ne - B&B -, di mezza pensione - HB -, di pensione com­pleta - FB -), all’accoglienza (al momento dell'arrivo e alla partenza con transfer per l'albergo e, al ritorno, per l'aero­porto; eventuale presenza di guida e/o di accompagnatore), alla fruibilità (visite delle città, dei musei, escursioni in luoghi di interesse turistico con o senza presenza di guida);

c) l’itinerario. E’ il percorso geografico da seguire e rispettare coerentemente con le finalità del viaggio.

 

L’itinerario può essere presentato in forma:

q sintetica, quando contiene le informazioni generali e indica le principali attrattive del viaggio;

q analitica, quando è corredato da indicazioni dettagliate dei servizi forniti e da una articolata descrizione dei luoghi da visitare con notizie storico geografiche. Funziona da piccola guida per il cliente;

q grafica, quando le informazioni a carattere generale sono supportate da carte geografiche o stradali sulle quali viene disegnato il percorso (in questo caso si tratta più propriamente di geoitinerari)

 

La struttura finale di un geoitinerario deve ovviamente basarsi sui temi che motivano le visite: sul piano organizzativo avremo itinerari mono o pluritematici, di tipo storico, artistico, naturalistico, paesaggistico, ecc.  in relazione al tema guida che lega i luoghi del percorso.

GLI ELEMENTI DA INSERIRE NEL PROGRAMMA DI VIAGGIO

L'impianto descrittivo degli itinerari costituisce il programma di viaggio. I pro­grammi dei viaggi tutto compreso sono generalmente presentati per mezzo cata­logo o pagine web; la pubblicazione del programma è lo strumento attraverso cui l'organizzatore del tour offre il proprio prodotto al potenziale cliente, e quindi de­ve contenere informazioni dettagliate e facilmente leggibili.

Le indicazioni specifiche incluse in un programma di viaggio sono:

q la data, la durata del viaggio suddivisa per giorni e notti;

q le tappe previste, i luoghi e le attrattive da visitare;

q i mezzi di trasporto da utilizzare;

q il  tipo di sistemazione ricettiva, i servizi di accoglienza;

q le gratuità offerte;

q i costi compresi e non compresi nella quota di partecipazione;

q l’assistenza sanitaria, l'assicurazione, l' IVA, le tasse e le percentuali di servizio.

Queste informazioni sono generalmente riassunte nel foglio notizie: è un allegato del programma che contiene la presentazione, le notizie pratiche e utili, il profilo geografico e climatico della meta del viaggio (con ad esempio suggerimenti per l'abbigliamento più adeguato).

 

PROGETTIAMO UN GEOITINERARIO

Vediamo ora quali elementi geografici e turistici bisogna considerare nella costru­zione di un geoitinerario

Zona di destinazione e condizioni climatiche in relazione al periodo di effet­tuazione del viaggio. A seconda delle stagioni possono cambiare mete, autunno pri­vilegerà le visite ai luoghi di interesse artistico e archeologico delle città sto­riche della regione, anche interne (Palermo, Agrigento, Cefalù, Piazza Arme­rina ecc.), rispetto a un viaggio estivo che darà maggiore spazio ai caratteri paesaggistici del litorale e ai tempi di svago individuali. Nei mesi invernali è preferibile elaborare geoitinerari nella regione climatica ligure tirrenica (To­scana, Lazio, Liguria) perché presenta condizioni più dolci rispetto alla re­gione adriatica (Veneto, Romagna, Marche).

Facendo riferimento a mete non italiane, i viaggi invernali nella regione ca­nadese e scandinava prevedono itinerari e tipologie di trasporti diversi ri­spetto a quelli estivi.

I tour naturalistici devono tener conto dei periodi di accessibilità dei Parchi, delle caratteristiche specifiche della fauna e dei cicli stagionali della biolo­gia ambienta le.

Il fuso orario rispetto all'Italia. È un fattore importante per pianificare i viag­gi extraeuropei. Si pensi che viaggiando verso ovest (USA, Canada, Isole Ca­raibiche) si «guadagna» un'ora per ogni fuso attraversato: partire dall'Italia di prima mattina comporta arrivare a New York in mattinata e avere la possibi­lità di disporre di un pomeriggio pieno per le visite turistiche.

La tipologia dei trasporti. La relativa brevità dei trasferimenti favorisce l'uso del pullman GT per i circuiti turistici in Italia; si consente così al viaggiatore di apprezzare integralmente gli aspetti paesaggistici e panoramici del nostro territorio.

Per i tour negli Stati insulari (Grecia, Indo­nesia) è necessario pianificare tappe e tempi dell'itinerario in funzione dell'uso di traghetti, per i collegamenti tra le isole. Infine gli ampi spazi degli Stati a dimen­sione continentale (USA, Australia, Cana­da) costringono all'uso di voli interni per i collegamenti nelle tappe intermedie.

L'orografia del percorso. L'orografia mon­tana, valliva, costiera del territorio impone talvolta percorsi tortuosi, più lunghi, carat­terizzati da dislivelli alti metrici. Sul pro­gramma vanno poi opportunamente se­gnalate le difficoltà legate alle caratteristi­che del percorso.

L'accessibilità. È un elemento fondamentale da tenere presente nel momen­to della definizione della gestione dei tempi e della progettazione delle tap­pe del geoitinerario. Si tratta di valutare le caratteristiche della rete dei tra­sporti dei territori attraversati, per fare le opzioni più opportune. Pensiamo alla localizzazione degli aeroporti delle città di arrivo e di partenza di un cir­cuito: se sono vicini al centro città il viaggio è facilitato rispetto a una solu­zione che comporta lunghi e talvolta costosi transfer.

Per i viaggi extraeuropei che richiedono l'uso del mezzo aereo per rag­giungere la località di partenza, un volo non stop è molto più rapido ri­spetto a un volo diretto - che prevede soste tecniche - o a una combina­zione di voli.

Anche la forma della rete delle comunicazioni condiziona i geoitinerari: la conformazione radiocentrica della rete autostradale francese, imperniata su Parigi, comporta l'utilizzo delle Strade Nazionali per la stesura degli itinera­ri verso la Bretagna e la Valle della Loira.

La lunghezza delle tappe. In funzione della durata del viaggio, del mezzo di trasporto, dei chilometri da coprire, vanno definiti i tempi di percorrenza del­le diverse tappe per stendere successivamente il percorso migliore. Con l'aiuto delle carte stradali, si calcolano le distanze totali e parziali tra le di­verse destinazioni, che saranno poi indicate sul programma. Infine, è oppor­tuno inserire delle soste durante le tappe più lunghe, e programmare mo­menti di riposo e tempo libero al loro termine.

Le risorse culturali. La selezione dei beni turistici inclusi in un itinerario de­ve risultare coerente con il tema prescelto. Le attrattive del patrimonio arti­stico (musei, opere architettoniche, monumenti, edifici religiosi) saranno vi­sitate secondo itinerari di ordine storico-cronologico, o secondo una logica spaziale legata alla loro localizzazione nell’area urbana.

La selezione deve essere frutto di un'attenta consultazione di guide di diver­so taglio editoriale e degli strumenti della cartografia turistica; in particolare si deve prestare attenzione alle informazioni sulle condizioni di fruibilità dei

beni culturali individuati, cioè ai loro giorni di chiusura, ai loro orari di aper­tura al pubblico, alle loro condizioni di accesso (proprietà privata, eventua­li operazioni di restauro ecc.).

I geoitinerari tematici valorizzano inoltre il patrimonio socio-culturale, co­stituito da tradizioni religiose, manifestazioni e rievocazioni storiche, enoga­stronomia: struttura e data saranno - conseguentemente - fissati in coerenza con la data dell'evento (es. Palio di Siena il 16 agosto) e le aree di produzione dei vini e delle specialità gastronomiche locali.

Le risorse turistiche artificiali. Si tratta di strutture complementari e per la ricreazione che creano spazi ludici artificiali riservati al turismo (parchi diver­timento, acquaparchi, parchi a tema, casinò). La scelta dei beni turistici da segnalare deve rispondere alle aspettative di una clientela composta per lo più da famiglie: saranno inseriti parchi divertimento italiani (Gardaland), europei (Disneyland Paris, Tivoli Gardens a Copenaghen ecc). Il periodo di effettuazio­ne dei viaggi ludici sarà concentrato prevalentemente nei mesi di vacanza sco­lastica, e le visite copriranno l'arco intero della giornata.

Le risorse paesaggistiche naturali. Sono elementi di riferimento strutturale per la costruzione di geoitinerari in pullman GT, mezzo che per la sua ver­satilità permette una scelta ampia di percorsi alternativi utilizzando la rete stradale secondaria.

I panorami naturali più famosi (i Faraglioni di Capri, il cono dell'Etna, le forme erosive delle coste nord-orientali della Sardegna, i ghiacciai del Monte Bianco, il Mont-Saint-Michel in Francia, il Grand Canyon negli USA) possono costituire il tema conduttore di specifici itinerari paesaggistici; la stesura di un geoitinera­rio deve tener conto della presenza di luoghi naturali di grande impatto sugge­stivo, come i paesaggi montani (il profilo del Cervino, l'asprezza delle Dolomi­ti) e le linee panoramiche delle coste, dei laghi, delle valli. Dopo aver verifica­to sulla carta turistica la presenza di tratti stradali panoramici e averi i inclusi nel disegno del geoitinerario, è opportuno valorizzare le risorse paesaggistiche con soste programmate in corrispondenza dei punti visita più spettacolari.

Le risorse paesaggistiche antropiche. Il paesaggio umanizzato costituisce l'impronta dell'azione delle comunità umane sull'ambiente. L'articolazione di un geoitinera­rio paesaggistico deve consentire ai partecipanti di leggere il territorio umanizzato attraverso l'osservazione delle forme culturali, degli insediamenti umani, degli spetti dell'organizzazione economica e sociale delle comunità locali.

È, dunque, necessario individuare i quadri paesaggistici antropici (l'archeologia in­dustriale della Valle Olona, le bonifiche dell'Agro Pontino, le risaie del Vercellese) e riconoscere gli specifici elementi naturali, insediativi, culturali che li identifica­no. Costruire un geoitinerario attraverso il Chianti vuoi dire osservare direttamente le tracce della mezzadria, visitare moderne aziende agricole per rilevare gli effetti della specializzazione dell'agricoltura.

La sostenibilità turistica. Le attività turistiche in generale hanno un impatto negati­vo sull'ambiente naturale: causano inquinamento, perdita dei paesaggi naturali, danni all'ecosistema e alla biodiversità, congestione del traffico.

Le località turistiche hanno diversa capacità di assorbire nel proprio tessuto la pre­senza turistica; alcune riescono ad assorbire un alto numero di visitatori, altre, co­me le isole minori italiane, sono ecologicamente vulnerabili e possono essere dan­neggiate da flussi turistici anche poco consistenti. La geografia turistica ha elabora­to i I concetto di capacità di carico per indicare - per ciascun territorio - il livello ol­tre il quale le attività del tempo libero recano danno all' ambiente naturale e al pa­trimonio monumentale.

L'operatore turistico che elabora il geoitinerario ne deve valutare gli effetti sul­l'ambiente naturale e umano. Significa, perciò, garantire la compatibilità ecolo­gica dei servizi e delle strutture ricettive selezionate; assicurare una positiva ri­caduta socio-economica per le comunità ospitanti. Un programma di viaggio tu­risticamente sostenibile offrirà escursioni in ambienti fragili con un numero mi­nimo di partecipanti e larghi intervalli tra una e l'altra, proporrà modelli di visi­ta dei luoghi artistici e religiosi rispettosi delle culture locali. Per le grandi città d'arte (Firenze, Venezia) farà attenzione alla qualità dei servizi, con visite strut­turate in piccoli gruppi, ed eventualmente l'inclusione di musei e luoghi di inte­resse artistico meno conosciuti al grande pubblico

                                                                     

Un esempio di geotinerario storico artistico nella bassa friulana, con una veduta aerea del paese di Aquileia

 

 

Gli strumenti della progettazione

. Le carte geografiche e stradali per la scelta del percorso

. Le piante urbane, per la localizzazione delle attrattive turistiche

. Le guide turistiche e i siti web per la raccolta delle informazioni geografiche e turistiche

. L'osservazione e la ricognizione diretta dell'itinerario

. I manuali degli orari

 

 

Fasi di organizzazione di un geoitinerario

. Definire e delimitare lo spazio geografico dell'itinerario.

Le scale spaziali possono essere diverse: si può individuare uno Stato a dimensione continentale (USA), una regione storica (le Langhe, la Provenza), una metropoli (Roma, Parigi) ecc.

. Scegliere i temi o il tema conduttore

. Selezionare le attrattive naturali e culturali da conoscere. I beni artistici, monumentali, naturali da includere nelle    visite devono essere     coerenti con il tema guida del viaggio

. Costruire il percorso (disegnare il geoitinerario in funzione della durata complessiva del viaggio, della lunghezza dei trasferimenti intermedi, del punto di partenza e di arrivo, dei tempi di percorrenza, dei caratteri orografici, dell'assetto della rete viaria, dei mezzi di trasporto utilizzati)

 

Sitografia

         www.worldatlas.com

            www.atlapedia.com

            www.atlanteitaliano.it  (in www.pcn.minambiente.it cliccare nella vecchia versione ed installare il plug-in)

            www.mapquest.com

            www.tuttocitta.it

            www.viamichelin.it

            www.wikipedia.it

            www.expedia.it

            www.paesionline.it

            www.imondonauti,it

            www.turistipercaso.it

            www.vagabondo.net

            www.enit.it

            www.towd.com

 

 

rielaborazione  da Battistini e altri, “Viaggiare per conoscere: l’Italia”, ed. Cappelli